Plastic Overshoot Day, produciamo più plastica di quella che smaltiamo

Il tema della plastica torna sempre più spesso al centro dell’agenda ambientale globale. Ogni anno, milioni di tonnellate di materiale plastico vengono prodotte, consumate e, troppo spesso, abbandonate o smaltite in modo inefficiente. Il Plastic Overshoot Day è un concetto simbolico che condensa in una data il momento in cui la produzione e la generazione di rifiuti di plastica supera la capacità del sistema globale o nazionale di gestirla correttamente.

Per il 2025, la stima globale è allarmante: il Plastic Overshoot Day si è tenuto il 5 settembre. A partire da quella data, ogni ulteriore polimero sintetico prodotto non è stato smaltito in modo sicuro o completamente gestito, con il rischio che una parte significativa sia finita dispersa nell’ambiente. Le stime parlano di oltre 72 milioni di tonnellate di plastica che non saranno correttamente trattate nel corso dell’anno. In Italia, il Plastic Overshoot Day nazionale cade più avanti nel calendario: la data stimata per il 2025 è il 24 ottobre.

Che cos’è il Plastic Overshoot Day?

L’idea richiama il concetto di Earth Overshoot Day, il giorno in cui il consumo delle risorse del pianeta supera la capacità di rigenerazione naturale annuale. Allo stesso modo il Plastic Overshoot Day segna un superamento del limite di gestione plastica. Questo strumento è utile come allarme e come stimolo per riflettere su come e quanta plastica viene prodotta, su quanto efficacemente viene gestita e sulla necessità di ridurre gli sprechi.

È importante chiarire che non si tratta di un calcolo preciso, ma una stima basata su modelli e dati (produzione, riciclo, capacità degli impianti, perdite ambientali). Resta comunque un’indicazione potente per misurare la distanza tra ciò che viene prodotto e ciò che il sistema è in grado di gestire responsabilmente.

Come si calcola e quando cade il Plastic Overshoot Day?

Il calcolo del Plastic Overshoot Day si basa su dati relativi a:

  • Produzione globale (o nazionale) di plastica, ovvero quanto materiale plastico viene immesso in uso in un anno.
  • Capacità di gestione della plastica: quanti polimeri sintetici possono essere raccolti, riciclati, smaltiti in discarica o recuperati in modo sicuro.
  • Perdite e dispersioni, ovvero le frazioni di plastica che si perdono nel passaggio tra consumo e trattamento (plastica mal gestita, dispersa, dispersa negli oceani, ecc.).
  • Proiezione lineare che ipotizza come la produzione plastica sia distribuita lungo l’anno, così da individuare il giorno in cui la quantità accumulata oltrepassa la capacità accumulata di smaltimento.

Plastic Overshoot day

In sostanza, si parte dal rapporto tra quantità gestibile e quantità generata, e lo si trasforma in una quota temporale dell’anno. Quando la produzione cumulativa supera la capacità di gestione, si individua il giorno simbolico. Affinché il dato nazionale sia realistico, occorre considerare la situazione infrastrutturale, le tecnologie di raccolta differenziata e riciclo, la presenza di impianti, la dispersione ambientale e altri fattori locali.

Le date del 2025

  • A livello mondiale, il Plastic Overshoot Day 2025 è il 5 settembre.
  • In Italia, la data è il 24 ottobre 2025.

Questa differenza riflette il fatto che alcuni Paesi hanno sistemi più evoluti di gestione, raccolta e riciclo, il che sposta in avanti il loro Overshoot Day nazionale rispetto alla media mondiale.

Cosa significa plastica mal gestita?

Per comprendere appieno il concetto di Plastic Overshoot Day, è fondamentale definire cosa si intende per plastica mal gestita, o gestione impropria della plastica. Questo termine include una serie di scenari non virtuosi, che contribuiscono all’inquinamento e all’accumulo nei territori. Ecco le principali forme di plastica mal gestita:

  • Dispersione ambientale: parti di plastica finiscono direttamente nell’ambiente (suolo, fiumi, oceani) perché non raccolte o perché disperse lungo la filiera in modo irreversibile.
  • Rifiuti non raccolti o abbandonati, mai presi in carico dal sistema di gestione: sacchetti, imballaggi, oggetti monouso gettati per strada o lasciati nei boschi.
  • Riciclo inefficiente o mancato riciclo nonostante la raccolta differenziata, a causa di impianti insufficienti, costi elevati, contaminazioni, mancanza di mercato per i materiali riciclati. Di fatto, una parte resta ferma o destinata a incenerimento o discarica.
  • Smaltimento inadeguato o discarica incontrollata: in molti Paesi la plastica finisce in discariche non controllate, che possono deteriorarsi, perdere microplastiche o rilasciare componenti chimici nel terreno e nelle acque.
  • Perdite durante il trasporto o la lavorazione: durante le fasi di raccolta, trasporto, selezione e lavorazione, si registrano inevitabili perdite di materiale plastico.
  • Microplastiche derivate da frammentazione: anche la plastica apparentemente gestita può degradarsi in microplastiche nel corso del tempo (fotodegradazione, abrasione, ossidazione), diventando difficile da recuperare.

Secondo il report stilato da EA – Earth Action, nel 2025 circa il 31,9% della plastica prodotta sarà gestita in modo improprio, cioè dispersa o non trattata correttamente. Questo tasso è allarmante: significa che su 100 chili di plastica prodotti, quasi 1 su 3 finirà nell’ambiente.

In definitiva: la plastica mal gestita è quella che sfugge al sistema virtuoso e purtroppo, il Plastic Overshoot Day è l’indicatore che mostra quanto si stia superando quel margine di sicurezza.

Perché è importante spostare la data e rimandare il Plastic Overshoot Day

Il Plastic Overshoot Day è un monito per tutti: più la data è “lontana”, più significa che la gestione plastica complessiva sta migliorando. Ecco perché è cruciale agire:

  • Ogni giorno oltre l’Overshoot Day è un giorno in cui la plastica rischia di essere dispersa, inquinando suoli e oceani, e accumulandosi come rifiuto non gestito.
  • Ridurre i rifiuti di plastica e migliorare la gestione riduce il carico ambientale, le emissioni, il consumo di materie prime vergini e i costi di bonifica.
  • Raggiungere un equilibrio virtuoso tra produzione, consumo, riciclo e smaltimento è indispensabile per un’economia più circolare.

Ma come si può spostare la data del Plastic Overshoot Day?

Ridurre l’uso e la produzione

  • Limitare l’uso di prodotti monouso (sacchetti, stoviglie, cannucce, bottiglie). Favorire materiali alternativi o riutilizzabili per far sì che la plastica non entri affatto nella catena dei rifiuti.
  • Incentivare aziende e designer a ripensare l’imballaggio, ridurre gli spessori, usare materiali riciclabili o compostabili, favorendo la progettazione circolare.
  • Regolamentazioni e politiche pubbliche possono imporre divieti o restrizioni su prodotti monouso, imporre requisiti minimi di riciclabilità e fornire incentivi per l’uso di plastica riciclata. Al contempo, si possono promuovere strategie normative che penalizzano le plastiche difficili da riciclare.

Migliorare la raccolta differenziata e la gestione della plastica

  • Incrementare il coinvolgimento dei cittadini con campagne di sensibilizzazione e realizzare una copertura capillare con sistemi porta a porta, cassonetti intelligenti e incentivi per una separazione corretta.
  • Implementare gli impianti di selezione, riciclaggio e recupero più efficienti, investendo in tecnologie che riducano le perdite, migliorino la qualità del recuperato e aumentino il tasso di riciclo effettivo.
  • Rafforzare la gestione dei rifiuti plastici a livello locale, coordinando i Comuni, facendo patti tra regioni e potenziando i centri intercomunali di trattamento per migliorare le economie di scala.
  • Creare circuiti locali del riciclo per ridurre trasporti, costi e perdite.

Sensibilizzare verso comportamenti virtuosi

  • Informare i cittadini su come differenziare correttamente, su alternative riutilizzabili, sul significato del Plastic Overshoot Day. Proporre iniziative come quelle di Liberi dalla Plastica dedicate a scuole, comuni e aziende green.
  • Coinvolgere le imprese e responsabilizzare i produttori, facendo sì che partecipino attivamente alla raccolta e al riciclo del prodotto che mettono in commercio.
  • Finanziare start-up green, ricerca su bioplastiche, tecnologie di pulizia ambientale (per esempio la raccolta plastica nei fiumi prima che questa raggiunga il mare).

Monitorare la situazione

  • Incentivare la raccolta di dati aggiornati e un monitoraggio rigoroso attraverso sistemi di tracciabilità dei rifiuti, trasparenza nelle performance di riciclo, audit indipendenti.
  • Calcolare il Plastic Overshoot Day nazionale ogni anno per valutare l’andamento e stimolare politiche pubbliche basate su evidenze concrete.

Riflessioni finali

Il Plastic Overshoot Day offre una fotografia severa della distanza fra ciò che viene prodotto e ciò che si riesce a gestire responsabilmente. Ogni anno che la soglia viene superata, si mettono in pericolo ecosistemi, salute umana e integrità del pianeta.

Per invertire la rotta serve un’azione comune e integrata: governi, imprese, cittadini e istituti di ricerca devono cooperare. È necessario ridurre plastica usa e getta, migliorare la gestione dei rifiuti plastici, potenziare la raccolta differenziata, innovare nel riciclo e coltivare una coscienza ambientale che spinga ognuno a comportamenti migliori.