Desertificazione in Italia: cause, regioni a rischio e soluzioni alla siccità

Le scarse precipitazioni e il cambiamento climatico stanno portando alcune zone dell’Italia verso la desertificazione. Non tutte le regioni hanno lo stesso potenziale di rischio, tuttavia l’allarme siccità è concreto in tutto lo stivale ed è necessario correre ai ripari prima che sia troppo tardi. Il CNR ha infatti confermato il rischio siccità per molte regioni. Secondo l’ISPRA, il 17,4% della superficie nazionale è già degradata e oltre il 28% del territorio italiano è a rischio desertificazione.

Cosa si intende con desertificazione in Italia e nel mondo?

Quando si parla di desertificazione si intende un processo di degrado del suolo che si manifesta attraverso perdita di produttività e di complessità biologica. In Italia è strettamente collegata a fenomeni quali siccità prolungata, cambiamenti climatici, consumo di suolo e uso non sostenibile dell’acqua e delle pratiche agricole.

Quanto piove oggi in Italia? Dati recenti (2024-2025)

L’Italia negli ultimi anni ha mostrato un panorama di precipitazioni fortemente diviso. Se al nord la quantità di precipitazioni è stata evidente, causando anche danni come alluvioni e allagamenti, al sud il deficit idrico è stato significativo.

Secondo il modello BIGBANG dell’ISPRA, nel 2024 le precipitazioni totali annue in Italia sono state circa 319 miliardi di m³ (circa 1.056 mm), superiori di oltre il 10 % alla media del trentennio 1991-2020 che si attesta su circa 285 miliardi (951 mm).

La maggior parte di queste precipitazioni si sono però concentrate nel Nord Italia, dove Piemonte, Veneto e Liguria hanno visto un aumento del 40% rispetto alla media. Lombardia ed Emilia-Romagna hanno vissuto forti eventi alluvionali che hanno causato danni a infrastrutture e sfollati.

Diversamente, il sud Italia e le Isole maggiori hanno subito un importante deficit di precipitazioni che ha causato problemi idrici, siccità prolungate e desertificazione.

Le regioni più colpite in Italia

  • Sicilia: secondo i dati ISPRA è la regione maggiormente colpita da desertificazione in Italia con un calo di piogge del 25% rispetto alla media, che ha portato a una riduzione di risorse idriche regionali del 49%
  • Sardegna: anche qui la scarsità di piogge ha causato una riduzione di disponibilità idrica del 55%
  • Puglia: ha avuto un deficit di precipitazioni del 23% rispetto alla media
  • Molise e Basilicata: registrano un calo di piogge del 20%

Desertificazione in Italia, quali sono le cause principali

L’emergenza siccità e il rischio desertificazione in Italia sono legati a diversi fattori.

I fiumi sono in secca a causa della scrsità di piogge

Riscaldamento globale e cambiamenti climatici

L’aumento incontrollato delle temperature è la prima causa diretta del rischio desertificazione Italia. Nel 2024 in inverno si è registrato un aumento dei 2,18 °C rispetto al trentennio 1991-2020.

Assenza di neve

L’aumento delle temperature ha causato, solo nel 2022, un deficit di neve del 61% in Piemonte. L’assenza di nevicate porta a una diminuzione delle risorse idriche fondamentali per i bacini idrici più grandi della Penisola. La portata del fiume Po e dei grandi laghi è infatti legata più alla presenza di neve e ghiacciai che di precipitazioni.

Pratiche agricole non sostenibili

L’irrigazione intensiva e la deforestazione causano perdita di sostanza organica ed erosione dei terreni.

Gestione inefficiente delle risorse idriche

Mancano sistemi di accumulo e di distribuzione adeguati. Attualmente il sistema idrico affronta alcune criticità come perdite nelle reti di distribuzione dell’acqua.

Ombra pluviometrica e anticiclone

Uno dei fattori di rischio più importanti è l’ombra pluviometrica, temuta dagli esperti del CNR che la citano quando ci si chiede perché piove sempre meno in Italia. Si tratta di un fenomeno legato alle catene montuose più alte, che bloccano l’arrivo delle perturbazioni.

Esistono delle soluzioni per evitare il rischio desertificaione in Italia

Effetti e conseguenze della desertificazione

La diminuzione delle precipitazioni, l’assenza del manto nevoso e il surriscaldamento con inaridimento dei suoli provocano gravi conseguenze agli ecosistemi. Tra queste, le principali sono:

  • Riduzione della produttività agricola
  • Perdita della biodiversità
  • Stress idrico e scarsità d’acqua
  • Contaminazione delle falde acquifere
  • Risalita del cuneo salino e danni all’agricoltura
  • Aumento di polveri e sabbia nell’aria, dannose per la respirazione
  • Aumento del rischio di incendi

Desertificazione Italia: esistono delle soluzioni?

Prevenire il fenomeno della desertificazione Italia e intervenire nelle aree più a rischio è fondamentale per preservare la salute del territorio. Ecco alcune delle possibili soluzioni:

  • Agricoltura rigenerativa
  • Tecniche di accumulo idrico
  • Riduzione del consumo di suolo
  • Rimboschimento e riforestazione
  • Educazione, consapevolezza

L’impegno delle Nazioni Unite contro l’emergenza siccità

Le Nazioni Unite hanno stipulato la Convenzione Contro la Desertificazione (UNCCD) per affrontare in maniera specifica i problemi legati alla degradazione del suolo, alla siccità e al rischio desertificazione. Fra gli obiettivi principali c’è quello di raggiungere la Land Degradation Neutrality entro il 2030, ovvero un equilibrio tra suoli degradati e recuperati. L’Italia, come paese soggetto a desertificazione, ha l’obbligo di adeguarsi e adottare un Programma di Azione Nazionale per la lotta alla siccità.

Domande frequenti sulla desertificazione

Quali sono le regioni italiane più a rischio desertificazione?

Le regioni maggiormente colpite sono Sicilia, Sardegna, Puglia, Basilicata e Molise, dove le riduzioni di precipitazioni hanno superato il 20% rispetto alla media. Anche alcune aree del Centro-Nord (come Emilia-Romagna e Marche) mostrano segnali preoccupanti.p>

Quanta pioggia cade oggi in Italia?

Secondo l’ISPRA, nel 2024 le precipitazioni totali sono state circa 319 miliardi di m³, pari a 1.056 mm, un dato superiore del 10% rispetto alla media storica. Tuttavia, la pioggia si è concentrata soprattutto al Nord, mentre il Sud e le isole hanno registrato forti deficit.

Quali sono le cause principali della desertificazione in Italia?

Le principali cause sono: cambiamenti climatici e aumento delle temperature, scarsità di neve e ghiaccio, pratiche agricole non sostenibili, gestione inefficiente delle risorse idriche, consumo di suolo e fenomeni come l’ombra pluviometrica che riducono le piogge.

Quali sono le conseguenze della desertificazione?

La desertificazione porta a perdita di produttività agricola, scarsità di acqua, contaminazione delle falde, risalita del cuneo salino, aumento degli incendi e riduzione della biodiversità, con gravi impatti su ambiente, salute ed economia.

Cosa si può fare per contrastare la desertificazione in Italia?

Le soluzioni includono agricoltura rigenerativa, riforestazione, riduzione del consumo di suolo, sistemi di raccolta e accumulo idrico, gestione efficiente delle reti idriche ed educazione ambientale. A livello internazionale, l’Italia aderisce alla Convenzione ONU contro la desertificazione (UNCCD), che punta a raggiungere la Land Degradation Neutrality entro il 2030.