Il riciclo non è l’unico metodo per evitare di disperdere nell’ambiente materiali esausti e bottigliette in PET. Da anni all’estero si utilizza il vuoto a rendere, un metodo ecologico per incentivare il riuso dei contenitori vuoti restituendoli ai produttori. Ma questa buona pratica verrà adottata in modo diffuso anche in Italia?
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Che cos’è il vuoto a rendere e perché funziona
Con la definizione di vuoto a rendere si identifica l’abitudine di restituire al fornitore un contenitore una volta svuotato. In questo modo il packaging può essere igienizzato e riutilizzato più volte. Si tratta di un metodo largamente impiegato per le bottiglie di vetro, che è possibile mettere in pratica anche con le bottigliette in PET.
I contenitori dell’acqua in vetro possono essere riutilizzati fino a 40 volte. Quelli in plastica hanno una vita più breve ma comunque è possibile un riutilizzo fino a 20 volte. Ma cosa spinge i consumatori a rendere i contenitori esausti?
Il vuoto a rendere si basa sul principio del deposito cauzionale o DRS (Deposit Return System). Al momento dell’acquisto si paga un piccolo sovrapprezzo che viene restituito al momento della riconsegna del contenitore vuoto. Questo metodo è molto diffuso in diversi Paesi europei e consente di aumentare i tassi di raccolta riducendo la dispersione di plastica e vetro nell’ambiente.
La situazione in Europa
Il vuoto a rendere è molto valorizzato all’estero, in particolare nei paesi del Nord Europa. In Germania da trent’anni lo Stato impone che il 72% dei contenitori prodotti siano restituiti con questo sistema. La Svezia è stato il primo paese europeo a introdurre il sistema nel 1984. La Norvegia lo applica anche per le bottigliette in PET mentre in Danimarca è obbligatorio per tutte le bottiglie di vetro.
La situazione in Italia nel 2025

Oggi in Italia non esiste ancora un sistema DRS obbligatorio. Il tema però è al centro di un dibattito politico e normativo.
- Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) nel 2025 ha stanziato un contributo economico a fondo perduto e un credito d’imposta per esercenti e aziende che avviano sistemi di vuoto a rendere (l’istanza poteva essere presentata dal 4 fino al 30 giugno 2025).
- L’Associazione Comuni Virtuosi, insieme a organizzazioni partner, ha lanciato “A Buon Rendere – Molto più di un vuoto”. Si tratta di una campagna nazionale che ha l’obiettivo di sensibilizzare la politica, i cittadini e le industrie sui benefici di un deposito cauzionale.
- Diverse regioni e catene di supermercati hanno avviato progetti pilota con macchine “reverse vending” dando sconti o punti per ogni bottiglia lasciata
Benefici ambientali ed economici del vuoto a rendere
Fra i benefici che i sistemi di vuoto a rendere possono fornire ci sono:
- Il raggiungimento di tassi di raccolta superiori al 90 % per plastica e vetro
- La riduzione della quantità di plastica dispersa nei mari e nei fiumi
- Il risparmio economico per i Comuni nella gestione dei rifiuti
- Maggiore sensibilizzazione dei cittadini verso tematiche di economia circolare e tutela ambientale
È meglio il riciclo della plastica o il vuoto a rendere?
Con questa nuova proposta sul tavolo, sono in molti a chiedersi se il vuoto a rendere sia effettivamente un metodo efficace nella riduzione dell’inquinamento, oppure se valga la pena spingere sul riciclo plastica. Il sistema della restituzione degli imballaggi, infatti, può avere notevoli impatti ambientali in termini di logistica, consumi di energia e stoccaggio.
I contro del sistema del vuoto a rendere
I packaging esausti rappresentano un notevole peso da sollevare e trasportare, nonché un volume non indifferente da conservare, specialmente per gli esercenti. Gli esercizi commerciali devono quindi avere a disposizione grandi spazi dove ammassare i vuoti. Spesso questi spazi coincidono con piazzali e parcheggi all’aperto, in cui le condizioni atmosferiche possono compromettere l’indennità e l’igiene degli imballaggi.
Le aziende che procedono con il re-imbottigliamento, sono poi sottoposte a rigidi obblighi per la sanificazione delle bottiglie. I consumi di energia e gli alti costi di questi processi, hanno un impatto notevole sull’inquinamento ambientale e sui costi al consumatore.
Come rendere efficiente il vuoto a rendere
In sostanza, il vuoto a rendere è un metodo che funziona quando la sua logistica è semplificata e il luogo di igienizzazione e imbottigliamento si trova vicino ai punti di consumo. La sua applicazione dovrà quindi essere valutata e resa possibile solo nelle situazioni più vantaggiose per ridurre l’inquinamento ambientale ed essere sostenibile a livello economico. Il riciclo della plastica, invece, continuerà ad aumentare i suoi volumi, con gli obiettivi già prestabiliti.
Riciclo o riduzione dei consumi?
Mentre si discute su quali siano i metodi migliori per smaltire bottigliette in PET e packaging usa e getta, l’impegno di Liberi dalla Plastica è quello di sensibilizzare tutti i cittadini verso la riduzione dei consumi di questo materiale inquinante.
Eliminando l’acquisto di plastica e bevendo acqua del rubinetto di casa, il beneficio sull’ambiente è davvero notevole. L’inquinamento ambientale si riduce drasticamente, insieme ai costi vivi per ogni singolo consumatore.
In conclusione, la soluzione ottimale è ridurre il consumo della plastica superflua che può essere sostituita con alternative ottimali l’ambiente. Solo nel momento in cui l’utilizzo della plastica è indispensabile, il riuso e il corretto smaltimento sono elementi indispensabili per la tutela ambientale.
Domande frequenti sul vuoto a rendere
Che cos’è il vuoto a rendere?
Il vuoto a rendere è un metodo ecologico che incentiva il riuso dei contenitori vuoti restituendoli ai produttori, così che possano essere igienizzati e riutilizzati più volte.
Qual è l’obiettivo del vuoto a rendere?
L’obiettivo è il riutilizzo dei contenitori di vetro o PET, riducendo la quantità di rifiuti e favorendo un modello di economia circolare e sostenibile.
Che cos’è il DRS?
Il DRS, o deposito cauzionale, è il sistema utilizzato per incentivare il vuoto a rendere. Consiste in un deposito economico che viene restituito al momento della riconsegna del contenitore vuoto.
Qual è la situazione del vuoto a rendere in Italia?
In Italia non esiste ancora un sistema legislativo nazionale, ma nel 2025 il MASE ha finanziato progetti pilota per sperimentare il vuoto a rendere.
Qual è la situazione del vuoto a rendere in Europa?
Il vuoto a rendere è già molto diffuso in Europa, soprattutto nei paesi nordici, dove è regolamentato da leggi e decreti specifici.






