tipi di plastica le alternative

Tipi di plastica, le varie alternative nel nostro ambiente

Forse non ci siamo mai chiesti quanti tipi di plastica esistano al mondo.

Ancora di più importante risulta sapere quali siano le conseguenze di un uso incontrollato di questo materiale, in termini di impatto ambientale ed economico.

Approfondire questi aspetti potrà sorprenderci e stimolarci.

Saremo più propensi a intraprendere un percorso virtuoso d’inversione di tendenza, valutando con attenzione quali siano le alternative possibili all’uso indiscriminato della plastica.

Sviluppare una nuova coscienza sociale e collettiva di rispetto per l’ambiente diventa fondamentale.

Le produzioni e gli impieghi dei vari tipi di plastica

Crediamo che per stimolare una maggiore sensibilità sull’argomento sia quello di partire dalla consapevolezza.

Quanti tipi di plastica esistono oggi in commercio e che uso ne viene fatto?

La plastica si può distinguere in tre grandi categorie:

  • termoindurenti;
  • termoplastiche;
  • elastomeri.

Le termoindurenti sono adatte al riuso, in quanto si producono con un processo “a caldo” e possono essere sottoposte allo stesso ciclo più volte.

A questa categoria appartengono:

il polietilene (LDPE – HDPE);

il polietilentereftalato (PET – noto per il largo impiego nel settore degli alimenti e utilizzato per realizzare le bottiglie d’acqua;

il polivinilcloruro (PVC), utilizzato per isolanti e materiali per edilizia.

I termoplastici sono dotati di una malleabilità ottenuta riscaldando il composto plastico.

Raggiunto un certo grado di raffreddamento, il materiale torna a indurirsi.

Anche questo procedimento può essere ripetuto più volte, quindi anche le termoplastiche rientrano tra i materiali che possono essere riciclati.

L’ultima categoria, gli elastomeri, presenta caratteristiche del tutto differenti.

Hanno un elevato grado di deformazione.

Si tratta di un materiali a diffusissimo impiego, basti pensare agli pneumatici per l’industria automobilistica, alle suole delle scarpe e alle applicazioni per l’industria aereospaziale.

Solo di recente questi polimeri sono finalmente rientrati in un ciclo di riuso.

Questo è avvenuto grazie anche a un progetto europeo multinazionale CERMAT (Cost Efficient Recycling of elastomeric MATerials – Riciclaggio economico dei materiali elastomerici)”.

Il CERMAT ha permesso di realizzare cicli completi di reimpiego degli scarti di lavorazione di gomma e poliuretano.

Produzione e impiego dei vari tipi di plastica

Inquinamento ambientale dei tipi di plastica

Tutti queste varietà di plastica,  polimeri ottenuti principalmente da derivati del petrolio, hanno largo impiego nel nostro quotidiano.

Purtroppo non tutti entrano nel meccanismo di riciclo.

Le stime dell’ONU ci riferiscono che ogni anno, oltre 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono nei nostri mari.

Quantità che si vanno ad aggiungere agli oltre 5 miliardi di tonnellate, frutto dei rifiuti degli ultimi 50 anni.

Le bottiglie di plastica sono tra le principali responsabili di questo elevato livello di inquinamento, che ha raggiunto ormai dimensioni spaventose.

La quantità di microplastiche ingerite dagli esseri viventi è divenuta un problema globale.

Senza volerlo, spesso senza saperlo, queste microplastiche sono entrate a far parte anche della nostra alimentazione, attraverso la catena alimentare.

La plastica inquina ancora prima di diventare un rifiuto.

Le bottiglie di PET utilizzate nell’industria alimentare, rilasciano nei liquidi particelle di microplastiche .

Inquinamento ambientale tipi di plastica

Tipi di plastica e le bottiglie d’acqua

Come detto in precedenza, le bottiglie di plastica costituiscono uno dei principali problemi dell’inquinamento globale.

Contano su una produzione enorme, data dal largo impiego nell’industria alimentare.

Le categorie  delle bottiglie d’acqua sono principalmente due:

  • il PET – polietilene tereftalato (più comune).
  • il PE-HD – polietilene ad alta densità (utilizzato per alcune bottiglie, taniche e flaconi);

Il PET è il tipo di plastica più diffuso per la realizzazione delle bottiglie d’acqua.

É considerato tra i più sicuri per l’industria alimentare, anche se ne viene sconsigliato il riutilizzo.

Il motivo deriva dal fatto che è un materiale tendente a deteriorarsi.

Tra i rischi maggiori di deterioramento, troviamo le alte fonti di calore e la possibile proliferazione di batteri.

 

come ridurre l'inquinamento dei tipi di plastica

 

Come ridurre l’inquinamento dei diversi tipi di plastica

È di questi giorni la notizia di una nuova iniziativa d’un team di ricerca statunitense che ha ottenuto carburanti puliti attraverso un processo di liquefazione della plastica.

Questo esperimento dimostra che “circa il 25% della plastica potrebbe essere riconvertito in energia”.

Questo a condizione di riciclare quanto più possibile e a gestire la raccolta differenziata in modo efficiente.

Gli studi sono pubblicati sulla rivista ACS Sustainable Chemistry and Engineering.

L’industria sta lentamente orientando la produzione verso la realizzazione di materiale derivanti da polimeri naturali quali:

  • lignina;
  • cellulosa;
  • pectina;
  • chitina;

I materiali che andranno a sostituire le plastiche attuali creeranno minori danno all’ambiente sia in fase di produzione, sia in fase di smaltimento.

La rivoluzione dei polimeri biodegradabili

La vera sfida è realizzare materiali termoplastici da polimeri biodegradabili, che garantiscano le stesse prestazioni di quelli attualmente in commercio.

Tutto questo riducendo al minimo il danno ambientale.

Il composto più noto attualmente disponibile è l’acido polilattico, detto PLA, che ha proprietà intermedie a quelle del PET e del polistirene.

La ricerca non si ferma e sperimenta nuove soluzioni, come la plastica naturale, o quella ricavata dall’impiego di polimeri naturali derivati dalle proteine animali.

Molte istituzioni sono in prima linea nella lotta contro la plastica, rappresentando un modello da seguire e imitare.

Ci riferiamo all’iniziativa del 4 ottobre 2018 del Ministero dell’Ambiente che ha bandito l’uso della plastica monouso dalle sue strutture.

Il Ministero ha anticipato le norme emanate dall’Unione Europea, che entreranno in vigore nel 2021.

Quello che tutti possiamo cercare di fare è adottare comportamenti responsabili ed ecocompatibili.

È importante ridurre l’uso della plastica nel nostro quotidiano, a partire dalle bottiglie d’acqua, scegliendo di bere l’acqua del rubinetto.

L’inquinamento globale causato dalla presenza delle plastiche è una questione che riguarda tutti.

Sono proprio le iniziative di tutti che possono invertire la tendenza, garantendoci per il futuro un pianeta sano dove poter vivere.