Tartarughe a rischio nell’Adriatico a causa della plastica

L’inquinamento plastico dei nostri mari ha raggiunto livelli allarmanti. A rivelarlo le tartarughe marine, preziosi indicatori dello stato di salute dell’ecosistema.

Secondo gli studi dell’Università di Bologna, questi animali ingeriscono chili e chili di detriti sintetici. Ecco perché le tartarughe sono a rischio nell’Adriatico.

Trovati rifiuti plastici nelle tartarughe Caretta Caretta

Sapete che esiste un Ospedale delle tartarughe?

Si trova all’interno della Fondazione Cetacea di Riccione e si occupa di salvaguardare e curare questi animali fortemente minacciati dall’inquinamento dei mari.

Le tartarughe Caretta Caretta, che popolano il Mediterraneo e si trovano anche nel Mar Adriatico, sono animali molto sensibili. Questi rettili rappresentano un importante indicatore dello stato dell’ecosistema marino.

La loro salute è correlata a quella dell’ambiente nel quale vivono, per questo sono dette anche “sentinelle dei mari”. Ed è proprio da uno studio condotto su di loro dall’Università di Bologna che è emersa una forte criticità per l’Adriatico.

La concentrazione di microplastiche nel loro organismo, ingerita in modo accidentale o indiretto, indica come le acque di questa porzione del Mar Mediterraneo siano pericolosamente inquinate.

Tartarughe a rischio nell’Adriatico, ecco perché

È la Prof. Silvia Franzellitti, del Laboratorio di Fisiologia animale e ambientale dell’Università di Bologna, a rivelare in un articolo di La Repubblica ciò che è emerso dagli studi del suo team di ricerca.

Dall’analisi dei campioni fecali di 45 tartarughe ricoverate nel Centro di Recupero, Cura e Riabilitazione delle Tartarughe Marine (CRTM) di Riccione, è risultata infatti un’alta percentuale di detriti plastici.

Questo significa che gli inquinanti sintetici sono ormai parte integrante della catena alimentare delle Caretta Caretta, tra le più delicate specie animali marini. Un dato allarmante soprattutto per la concentrazione di materiali raccolti.

cuccioli tartarughe marine su spiaggia

Tartarughe e plastica, le conseguenze

Le tartarughe sono a rischio nell’Adriatico poiché le microplastiche tendono ad accumularsi nella parte terminale del loro intestino. Arrivatin in quel punto, i frammenti si depositano e restano per molti giorni prima di essere espulsi.

Questo fa sì che, i composti chimici e i batteri che popolano i rifiuti, vengano assorbiti all’interno dell’organismo e possano danneggiare i tessuti intestinali.

Sembra che influenzino negativamente anche il microbiota, ovvero un elemento che regola la digestione e il metabolismo, con conseguenze dirette sul sistema immunitario.

Perché è vitale supportare la ricerca

Favorire le attività di ricerca di Onlus come La Fondazione Cetacea, permette di tutelare il nostro ecosistema marino ed educare il grande pubblico sull’importanza della sua conservazione.

Monitorare la biodiversità e lo stato di salute delle sentinelle del mare, come le tartarughe Caretta Caretta, rivela quali sono le aree più inquinate dell’Adriatico. Questo controllo permette di agire sove sono necessari interventi tempestivi di pulizia dai detriti di plastica.

L’evidenza scientifica degli studi portati avanti dal Centro di Recupero, Cura e Riabilitazione delle Tartarughe Marine (CRTM) di Riccione, può sensibilizzare tutti a essere più rispettosi del mare.

Le tartarughe marine sono una specie importante per misurare i livelli di inquinamento

L’impegno di Liberi dalla Plastica aps

Anche l’associazione di promozione sociale Liberi dalla Plastica è da anni in campo per ridurre il consumo di bottigliette in PET. L’errato smaltimento delle plastiche, le porta a galleggiare per anni nelle acque di tutto il mondo.

Sensibilizzando i Comuni, Aziende Green e con iniziative didattiche nelle scuole, Liberi dalla Plastica si impegna ogni giorno per risparmiare all’ambiente tonnellate di rifiuti sintetici.

Seguite tutte le iniziative dell’Associazione qui