La situazione del Mare Tirreno

La Situazione del mare Tirreno

L’emergenza ambientale a livello mondiale e per quanto ci riguarda, soprattutto nazionale finalmente è stata lanciata in modo decisivo, nonostante non si tratti di un problema recente, giacché la problematica relativa all’abuso dell’utilizzo della plastica è un fenomeno vecchio, che è sfuggito di mano e non è più sotto il controllo da parte dell’uomo, da troppo tempo.

 

 

La situazione nel Mar Tirreno è diventata preoccupante, poiché persino la geografia di questo mare sta mutando a causa della presenza massiccia di accumuli di plastica.

Cosa succede nel Mar Tirreno e nel Mar Mediterraneo

Per descrivere la drastica situazione del Mar Tirreno e il livello di inquinamento nel Mar Mediterraneo in generale, dovrebbe essere già abbastanza impressionante il solo pensare che i dati, in base alla quantità di plastica presente nel Mediterraneo, ci dicono che è come se ogni minuto gettassimo in esso quasi 34 mila bottigliette di plastica, poiché vi vengono riversate, ogni anno, ben 570 mila tonnellate di plastica di ogni genere.

Possiamo renderci conto di questo disastro ambientale, nel momento in cui diamo uno sguardo alle nostre coste, sulle quali la plastica tende ad accumularsi ed è più visibile, sebbene purtroppo non si trovi solo lì.

Il problema principale è legato alla pessima gestione dello smaltimento dei rifiuti e della plastica in primis.

L’allarme acquista rilevanza, in particolar modo, se si tiene conto del fatto che quando la plastica fu inventata, non avvenne perchè l’utilizzo fosse “uso e getta”, bensì con l’intento di dar vita a un prodotto che fosse destinato a durare nel tempo, dentro le nostre case.

Il problema emerge, inoltre, nel momento in cui il costo della plastica vergine è talmente basso che le aziende non investono nel riutilizzo e nella sostituzione di essa, ma preferiscono puntare sulle nuove produzioni: eppure continuando di questo passo, il livello di inquinamento nel mar Mediterraneo sarà destinato a quadruplicarsi entro il 2050.
Le microplastiche nel Mare Tirreno

La situazione dell’isola di plastica nel cuore del Mar Tirreno

La plastica riversata nel nostro mare è in costante aumento ed esistono alcuni fenomeni, i quali, nonostante siano sotto gli occhi di tutti e che già da soli dovrebbero far rabbrividire, come la moria pesci, di tartarughe e di cetacei, evidenziano quanto la situazione del Mar Tirreno sia ancora più drastica di quanto pensiamo: stiamo parlando dell’apparente striscia di terra che è apparsa tra la Corsica e l’Isola dell’Elba.

Si tratta, in realtà, di un isolotto di diversi km di diametro, interamente composto da vera e propria plastica, molto simile a quello che da anni è emerso nel mezzo del Pacifico.

Questo lembo di rifiuti è frutto di un accumulo originato da un insieme di correnti, le quali generano forti concentrazioni in punti precisi; inoltre, attraverso i venti che giungono dai quadranti settentrionali, i rifiuti arrivano sino al litorale corso.

Esiste tuttavia una differenza tra la situazione emersa nel Pacifico ed il contesto relativo al Mar Tirreno, poiché nel primo caso si tratta di un lembo di accumulo di rifiuti permanente, mentre in quest’ultimo caso, proprio per via delle correnti, è venuta a costituirsi un’area di accumulo temporanea, la quale è visibile per qualche giorno o per qualche settimana, raramente per qualche mese.

Greenpeace, già nel 2018, denunciò la presenza di materiale plastico all’interno di circa un quarto degli invertebrati e dei pesci presenti nel mar Tirreno.

Chiaramente questo non comporta un ridimensionamento del dramma, poichè si tratta pur sempre un disastro ambientale enorme, il quale ha generato mutamenti geografici e che non va sottovalutato anche perchè tutta la catena alimentare, la flora e la fauna del mare, patiscono enormemente l’attuale situazione del Mar Tirreno.
Situazione dell'isola di plastica nel mare Tirreno

La tragica situazione delle microplastiche nella fauna del Mar Tirreno

Le microplastiche attualmente sono presenti nel corpo del 25% delle specie che vivono nel Mar Tirreno: iniziando dalle planctoniche, proseguendo con gli invertebrati e ormai, è insita persino all’interno dei predatori del Mar Tirreno.

Greenpeace, l’Università delle Marche e l’Istituto di Scienze Marine del CNR di Genova hanno condotto una ricerca scientifica che ci ammonisce: tutta la microplastica che oggi sta finendo dentro i pesci e gli invertebrati, con il tempo è destinata a finire anche dentro l’uomo.

Nella situazione del Mar Tirreno preoccupante è la velocità con la quale le microplastiche stanno diventando nanoplastiche, ovvero delle particelle sempre più piccole e più facili da ingerire, che si trasferiscono agevolmente nei tessuti dei pesci e di conseguenza, nello stomaco dall’uomo.

A destare ulteriore preoccupazione, c’è anche il fatto che, oggi, non si sa con precisione quali potrebbero essere le conseguenze a livello sanitario anche per gli umani.

Ora che il Mar Tirreno ha raggiunto livelli di inquinamento pari a quelli del Mar Adriatico, è bene che l’uomo ne prenda atto in maniera consapevole.

Per renderci conto di quanto sia grave il pericolo per la nostra salute e per quella di tutte le specie, basterebbe comprendere e fare nostra la definizione che Greenpeace ha dato recentemente, proprio in riferimento alla situazione del Mar Tirreno: “Il mare è una zuppa di plastica”.