La condizione dei mari in Italia e nel Mondo

La situazione dei mari è una realtà che influenza la vita di migliaia di specie viventi e degli esseri umani. Infatti l’inquinamento delle acque dovuto alla plastica è uno dei problemi ambientali di maggior interesse che necessita di un intervento immediato.

Un’emergenza che si fa sempre più impellente e richiede iniziative non solo dei governanti ma soprattutto di ogni singolo individuo.

Siamo noi a utilizzare la plastica ogni giorno, ma grazie alla nostra attenzione e a un comportamento responsabile possiamo essere non solo i protagonisti in negativo ma anche coloro che possono salvaguardare l’ecosistema della terra.

La produzione di plastica oggi e la situazione dei mari

Ma come migliorare la condizione dei mari? Il primo aspetto da considerare è comprendere quali siano le principali cause di inquinamento, e in questa analisi compare subito una parola: plastica.

Questo prodotto inventato dall’uomo più di un secolo fa ha delle proprietà eccezionali e forse può essere considerato tra le invenzioni più utili per il genere umano, ma al contempo anche delle più dannose.

Infatti tra le caratteristiche della plastica vi è la duttilità, ovvero la possibilità di modellarla e di adattarla in diverse forme, permettendo quindi la creazione di una miriade di prodotti.

Inoltre è un materiale resistente agli agenti atmosferici. Queste sue particolarità la rendono anche tra i principali fattori di inquinamento del mare Mediterraneo e degli oceani.

Basta considerare che oggi sono 25 milioni le tonnellate di plastica che compongono i rifiuti prodotti ogni mese.

Se si considera che negli anni cinquanta in un anno vi erano solo 2 milioni di tonnellate di materie plastiche, oggi il numero di 380 milioni di questa materiale è davvero impressionante.

In media un prodotto di plastica viene utilizzato dal genere umano intorno ai 4 anni, ma troppo spesso anche solo per una volta, per poi essere trasformato in rifiuto.

La produzione di plastica e la situazione dei mari

La situazione dei mari del Mondo

L’inquinamento da plastica è in problema che colpisce tutto il pianeta. A fare notizia vi sono le isole di spazzatura galleggiante, che si estendono per centinaia di chilometri quadrati e che oggi sono presenti in ben quattro punti degli oceani del mondo.

Inoltre le ricerche hanno dimostrato la pericolosità delle percentuali di microplastiche che sono presenti nell’acqua del mare e che possono essere considerate tra gli elementi più pericolosi per la fauna marina, dato che vengono scambiate per cibo e per l’uomo.

Se si osserva a microscopio l’inquinamento del mare Mediterraneo si noterà come i rifiuti presenti nelle sue acque sono per il 95% di natura plastica.

Un mare circondato da tre continenti su cui si affacciano circa 150 milioni di persone che producono ogni giorno migliaia di tonnellate di spazzatura.

Il Mare Nostrum ogni anno l’invasione tra le 70 e le 130 mila tonnellate di microplastiche, ma anche buste, sacchetti, tappi, sigarette, palloncini e altre materie.

Se a questi numeri si aggiungono circa 33.000 bottiglie di plastica, si può evidenziare l’obbligo di dover intervenire al fine di limitare l’inquinamento del mare Mediterraneo.

Basta considerare che un filtro di sigaretta rimane per circa 5 anni nel mare, mentre una busta per 20 anni, un bicchiere di plastica per 50 anni e un filo da pesca per oltre 600 anni.

La situazione dei mari nel mondo

La situazione dei mari in Italia: il mare Tirreno quello più inquinato

Le coste dell’Italia sono quelle più colpite da una tale emergenza soprattutto in quelle zone in cui durante l’estate l’avvento dei turisti porta a un innalzamento esponenziale dell’utilizzo di prodotti derivati dalla plastica.

Un esempio è l’inquinamento del mare Tirreno, centro meridionale con riferimento alle coste della Calabria tirrenica, la Campania, la Basilicata e il Lazio.

Si è evidenziato una percentuale di plastica che è pari al 93,8 % dei rifiuti presenti.

Tra i prodotti più diffusi vi sono le buste, le bottiglie e i frammenti di questo materiale che superano i 25 cm.

Una situazione ancora più allarmante è quella del mare Tirreno che lambisce le coste della Sardegna, della Toscana e della Liguria.

La percentuale di materie plastiche è tra la più alta arrivando a toccare il 98% dei rifiuti presenti.

La situazione dei mari in Italia e nel mondo

Come si può intervenire per migliorare la situazione dei mari

Ma come ridurre l’inquinamento da plastica? È una realtà su cui si discute da anni e negli ultimi tempi è stato al centro di normative da parte del nostro Stato, ma anche della comunità Europea e internazionale. Il fine è quello di creare una nuova visione dei rifiuti fondata su quattro principi: ridurre, riutilizzare, riciclare e recuperare la plastica. Di seguito elenchiamo ciò che ogni cittadino può fare al fine di contribuire a migliorare le condizioni dei mari e combattere l’inquinamento da plastica:

  • raccolta differenziata: sono tante le normative finalizzate a potenziare e sviluppare la raccolta differenziata e ridurre quindi la presenza di plastica nell’ambiente. Per questo è importante iniziare la lotta alla plastica e migliorare la situazione dei mari, direttamente dalle proprie case.
  • Ridurre l’utilizzo di plastica: se ci si guarda intono si noterà come la quantità di plastica utilizzata nelle nostre case è davvero tanta. Dai bicchieri alle stoviglie, dalle buste alle bottiglie dell’acqua, dalla confezione delle uova a quelle delle merendine, dalle buste di surgelati alle confezioni degli alimenti, l’elenco potrebbe essere interminabile. Sarebbe quindi preferibile scegliere solo qui prodotti che sono eco-sostenibili e che sono liberi dalla plastica.
  • Una nuova concezione dei rifiuti: migliorare la situazione dei mari liberandoli dalla plastica è il progetto che vede un’evoluzione futura dell’idea dei rifiuti. Infatti anche se oltre il 40% della plastica nel mondo viene riciclata, il restante diventa spazzatura che si riversa nei mari. In questa prospettiva si è sviluppata l’idea di produrre solo articoli che possono essere riciclati o utilizzati in modo continuo, con una produzione di rifiuti pari a zero.
  • Non abbandonare la plastica: altro aspetto importante è quello di fare attenzione con le materie plastiche. Una busta che per sbaglio viene lasciata su una spiaggia, potrà per esempio danneggiare una tartaruga, peggiorando la situazione dei mari.
  • Promuovere le iniziative Plastic Free: liberi dalla plastica sono una serie di iniziative sviluppate in Italia e nel mondo al fine di poter intervenire sull’inquinamento delle acque e dell’ambiente liberandoli dalla plastica. Partecipare in modo attivo a queste realtà è un contributo necessario per poter migliorare le condizioni dei mari.

Fonti:

https://www.wwf.it/plastica_nel_mediterraneo.cfm
http://assets.wwfit.panda.org/downloads/plastics_med_finale_italia_def_low.pdf
https://www.focus.it/ambiente/ecologia/non-da-tregua-laccumulo-di-plastica-negli-oceani-di-tutto-il-mondo