Simone Leo l’Ambasciatore Green, l’etica sportiva al servizio dell’ambiente

Simone Leo segna record mondiali correndo, giorno e notte non-stop per centinaia di chilometri.

Allena e motiva gli sportivi per aiutarli a raggiungere i propri obiettivi.

Con il ruolo di Ambasciatore Green, promuove messaggi postivi per l’ambiente.

L’Ultramaratoneta corre per centinaia di chilometri per sensibilizzare le persone sul problema dell’inquinamento plastico

Simone Leo è un ultramaratoneta che possiede il dono di ispirare gli altri. Racconta di come, da sedentario con problemi di sovrappeso, un giorno abbia iniziato a correre e non si sia più fermato.

Un po’ come Forrest Gump”, racconta con il sorriso al traguardo di una corsa organizzata in Puglia insieme ad altri sportivi dall’animo sostenibile.

L’obiettivo?

Quello di raccogliere, con l’Associazione Liberi dalla Plastica, le bottigliette in PET esauste abbandonate nelle campagne.

Simone Leo in California nel 2018

Qual è l’impegno di Simone Leo come Ambasciatore Green di Liberi dalla Plastica?

Non capita tutti i giorni che un ultramaratoneta, abituato a correre gare più lunghe di 200 km, diventi Ambasciatore di un’Associazione di Promozione Sociale.

Affrontando diverse sfide, come il Grande Slam americano chiamato Seven Sisters – in cui ho conquistato il primato mondiale correndo per 220 km giorno e notte senza sosta – ho capito che l’impresa sportiva fine a sè stessa per me non aveva più senso”.

La corsa si rivela efficace più di altre discipline sportive per far immedesimare le persone.

Può diventare una potente cassa di risonanza per iniziative etiche e sostenibili, come quelle di Liberi dalla Plastica.

“Così ho deciso di ispirare le altre persone e sensibilizzarle verso tematiche per me importanti. In questo modo l’attività sportiva diventa un medium per la diffusione di un messaggio” svela Simone Leo. “Ho girato il mondo correndo dentro alla natura e adesso sento di doverle restituire qualcosa”.

Simone partecipa ad eventi e percorsi di coaching

Le ultramaratone a impatto zero di Simone Leo

È da un incontro con Max Plebani (ideatore e promotore dell’associazione Liberi dalla Plastica) che è nato l’impegno di Simone Leo come Ambasciatore Green dell’Associazione.

Se ogni mia gara è effettivamente a impatto zero sull’ambiente, poiché utilizzo solo la forza delle mie gambe, allora l’impresa sportiva può diventare il simbolo di uno stile vita responsabile e sostenibile” continua Leo.

Le gare internazionali a cui partecipa assumono così un valore ancor più importante.

L’ultima sfida a cui ho preso parte a gennaio 2020 nel Minnesota – l’ultramaratona più fredda al mondo – aveva regole molto rigide e attente per la salvaguardia dei luoghi incontaminati nei quali si svolge. Da qui l’idea di rendere l’impresa totalmente a impatto zero piantando, al mio ritorno in Italia, 100 alberi per compensare le emissioni del viaggio aereo affrontato per raggiungere gli USA”.

Inaugurato nell’autunno 2020, il progetto supportato dal Parco Nord Milano e dal Comune di Cinisello Balsamo, prenderà il nome di “Boschetto dei Runner”.

Rappresenterà solamente l’inizio dell’attività come Ambasciatore Green di Simone Leo.

Simone alla Spartathlon del 1 ottobre 2016

L’ultramaratona è una sfida possibile, come quello di liberare le nostre città dalla plastica

Con la mia storia porterò avanti il messaggio di Liberi dalla Plastica, grazie ad attività divulgative ed eventi didattici rivolti ai cittadini, così come agli studenti delle scuole. Organizzeremo anche corse per raccogliere la plastica, eventi tematici e attività di promozione di uno stile di vita sano
Svela Simone Leo, affermando che l’ultramaratona può ispirare molti.

Completare un’ultramaratona è per il 95% merito della testa e per il 5% delle gambe che, ovviamente, devono essere allenate. La gara più lunga che ho fatto è durata 98 ore, ho corso per 492 km non-stop giorno e notte. Non è stato il fisico a farmi arrivare alla meta, ma la determinazione e la mia forza di volontà”.

L’ultramaratona è quindi un’ottima metafora della vita

“in una corsa del genere si muore e si rinasce molte volte. Per arrivare fino alla fine bisogna essere consapevoli che si presenteranno delle crisi, ma allo stesso tempo se ne andranno. Come superarle? Correndoci attraverso e uscendone più forti di prima”. Conclude Simone Leo.

E se si persevera per arrivare all’obiettivo prefissato, superando ogni ostacolo, si diventa persone migliori.

“Questo è anche il senso del mio impegno come Ambasciatore Green. Un mondo senza plastica sembra un obiettivo impossibile da raggiungere. Con l’impegno di tutti e la sensibilizzazione verso pratiche etiche e sostenibili, il traguardo sarà sempre più vicino”.