Poliuterano green dagli scarti del pesce

Poliuretano green dagli scarti del pesce

Oggi vi parliamo di una nuova bioplastica che nasce dagli scarti del pesce: il poliuretano green.

La nuova frontiera dei materiali da imballaggio sostenibile è possibile grazie al lavoro di scienziati e ricercatori che hanno a cuore la sostenibilità.

In Canada è nata una nuova bioplastica!

La notizia arriva dal Canada, dal dipartimento di Chimica dell’Università di Newfoundland.

Si tratta dell’invenzione di una bioplastica che potrebbe sostituire i classici polimeri sintetici (altamente inquinanti).

Si tratta di un poliuretano green realizzato con scarti di pesce e può essere utilizzato per imballaggi e abbigliamento.

Il nuovo materiale sostenibile, presentato a un recente incontro dell’American Chemical Society, ha già catturato l’attenzione di numerosi investitori.

Grazie al loro sostegno, il gruppo di ricerca guidato da Francesca Kerton, potrà andare avanti a sviluppare questa nuova bioplastica.

Come si produce il poliuretano green?

Per la produzione del classico poliuretano sono coinvolte sostanze e processi chimici altamente inquinanti.

Per questa nuova bioplastica, invece, la materia prima è l’olio di pesce, un composto naturale realizzato con scarti organici.

L’idea geniale dei ricercatori è di utilizzare i numerosi residui della lavorazione e vendita in tranci del salmone atlantico.

La materia prima non manca, perchè gli allevamenti abbondano in territorio canadese.

Da squame, lische e interiora scartate per l’introduzione del pesce sul mercato, si ricava infatti un composto oleoso che, addizionato con ossigeno, forma epossidi.

La conseguente reazione con anidride carbonica e ammine crea poi un materiale biodegradabile dalle proprietà molto simili a quelle della plastica tradizionale.

Il poliuretano green, infatti, è elastico, leggero e resistente.

Poliuretano green, la nuova frontiera delle fibre sintetiche?

Il poliuretano green è completamente biodegradabile?

La risposta è affermativa, anche se sulle tempistiche non esistono ancora dati certi, poiché la ricerca del gruppo della Kerton è appena all’inizio.

In una recente intervista online di La Repubblica, la ricercatrice ha stimato che il poliuretano green impiegherà circa un anno per sciogliersi completamente in acqua salata, o a contatto con materiali organici.

Si tratta di un’ottima soluzione, considerando i centinaia di anni che le microplastiche rilasciate da bottigliette in PET e oggetti plastici impiegano per biodegradarsi.

Meno plastica inquinante per un mondo più verde

Mentre i volontari di tutto il mondo continuano a raccogliere plastica esausta dagli oceani e associazioni di promozione culturale come Liberi dalla Plastica promuovono uno stile di vita sostenibile e plastic free, gli scienziati lavorano per dare un nuovo volto green ai materiali di consumo.

Infatti, grazie a ricerche come quelle dell’Università di Newfoundland, sarà possibile pianificare l’intero ciclo di vita di un materiale.

Dalle risorse impiegate per la sua produzione, al suo impiego nella quotidianità, fino allo smaltimento e al riuso.

Il futuro dei materiali green è già iniziato, parola di Francesca Kerton!