La plastica inquinante e le mascherine monouso causano nuovi problemi

Eliminare l’utilizzo di plastica inquinante, è la missione che Liberi Dalla Plastica si è preposta.
Questo obbiettivo è stata oggetto di numerose campagne di sensibilizzazione.
Una missione che, a causa dell’emergenza Covid-19, ha visto insorgere una nuova sfida.
L’obbligatorietà d’utilizzo di mascherine monouso, ha infatti portato a una produzione in massa.
Questi dispositivi sono considerati ormai come un nuovo fattore di inquinamento del pianeta.
Perché le mascherine protettive sono considerate una minaccia per l’ambiente? Quali sono le soluzioni da adottare?

Plastica inquinante: l’emergenza mascherine

Le mascherine monouso sono il dispositivo che ha salvato milioni di persone dall’essere contagiate dal Covid-19. Un fatto che è strettamente connesso anche a un risvolto negativo: l’inquinamento idrico e ambientale.
Come più volte rivelato dall’ONG Operation Mer Propre, un esempio è il Mar Mediterraneo, tra le realtà più a rischio.
Se venisse riversato nelle sue acque appena lo 0,5% delle mascherine utilizzate ogni giorno, si raggiungerebbe la notevole cifra di 10 milioni.
Il dato causa sconcerto, e ci dà una idea delle proporzioni del fenomeno.
Anche l’associazione OceanAsia, ha sottolineato come dai mesi della quarantena sulle spiagge di Hong Kong sia avvenuta una vera e propria “invasione di mascherine”, con una percentuale pari quasi a un dispositivo per ogni metro lineare di spiaggia.

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Tipologie di mascherine e i materiali che incrementano la plastica inquinante

Ma perché sono considerate così pericolose per l’ambiente.

Per comprendere il rischio reale che minaccia il nostro ecosistema, bisogna considerare quali tipologie di mascherine sono presenti oggi e i materiali utilizzati per realizzarle.

Dispositivi medici

Sono mascherine create al fine di proteggere un soggetto dall’esposizione di eventuali contaminazioni da parte di chi l’indossa.

Sono realizzate unendo una serie di strati di TNT (tessuto non tessuto), composti da fibre spun bond.  Queste permettono di limitare il transito di goccioline e di particelle del diametro dai 1-3 micron.

Il principale materiale utilizzato per produrle è il polipropilene.

Dispositivi di protezione individuale

Mascherine classificate come FFP1, FFP2, e FFP3.

Vengono suddivise in base al livello di filtraggio.

Sono utilizzate per lo svolgimento di particolari tipologie di attività lavorative, in cui è necessario proteggere le vie respiratorie.

Con l’emergenza Covid-19 sono state adattate, per essere usate in alternativa ai dispositivi medici.

Sono composte da una serie di strati di tessuto melt blown, una fibra in polipropilene capace di filtrare anche le particelle più piccole.

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Perché le mascherine monouso sono considerate plastica inquinante

Il principale materiale utilizzato per la produzione delle mascherine è il poliestere, considerato plastica inquinante.
Si sa, il poliestere non è biodegradabile. Questo fatto rende i dispositivi di protezione una grave minaccia per la fauna del mare, come nel caso delle buste e delle bottiglie di plastica.
Lo smarrimento delle mascherine in acqua, contribuisce al rilascio di alte percentuali di microplastiche che possono essere ingerite dai pesci e trasmesse attraverso l’alimentazione all’essere umano.
Le mascherine monouso non sono composte solamente da prodotti plastici, ma contengono anche altri tessuti di materiale composito.
Questi materiali compositi, rendono le mascherine un prodotto che non può essere inserito nella raccolta differenziata ordinaria.
Per essere riciclate dovrebbero essere sottoposte a particolari procedimenti.
A questo si aggiunge anche il fatto che le mascherine contengono materiale biologico, che può essere pericoloso e infettivo.
Il loro smaltimento deve quindi seguire un processo ben differente, rispetto a quello dei normali rifiuti.
Fattore di incremento dell’inquinamento ambientale è anche che esse sono prodotti monouso, quindi utilizzabili solo per un numero limitato di ore durante una giornata.
Fattore che contribuisce ad aumentare in maniera esponenziale i rifiuti plastici.
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Liberi dalla Plastica per ridurre l’inquinamento ambientale

Come intervenire al fine di combattere questa nuova forma di inquinamento ambientale?

Liberi Dalla Plastica Aps, si impegna da anni per ridurre più possibile la produzione di materie plastiche.
Anche in questo caso, la nostra associazione non può tirarsi indietro.

Di seguito alcune delle iniziative che suggeriamo di attuare:

Sensibilizzazione contro la plastica inquinante

Diventa urgente una corretta informazione sulla minaccia reale, costituita dall’inquinamento idrico causato dalla plastica inquinante delle mascherine.

Già è stato effettuato molto dalle ONG a difesa dell’ambiente, ma il cambiamento deve essere sostenuto dal singolo cittadino, e dai governi dei vari Paesi.

Sistemi di raccolta speciali

Essendo le mascherine un rifiuto che non può essere riciclato, sarebbe utile prevedere appositi contenitori in cui smaltirle.

Sarà vitale differenziarle dai rifiuti comuni, investendo su una sistema specifico.

Contribuire alla raccolta differenziata

Combattere l’inquinamento da plastica inquinante delle mascherine monouso, è un’azione che ogni cittadino nel suo piccolo dovrà fare.

La cittadinanza dovrà fare attenzione a dividere i rifiuti, gettandoli nella raccolta indifferenziata.

Riutilizzare le mascherine

La scelta delle mascherine è un altro fattore importante.

Sarà preferibile scegliere quelle riutilizzabili e lavabili, individuabili dalla dicitura “R” presente su di esse.

Limitare l’uso allo stretto necessario

Anche la gestione del dispositivo può essere fondamentale, per limitare la diffusione di plastica inquinante nell’ambiente.

Sarà vitale utilizzare le mascherine solo quando necessario, nel pieno rispetto della sicurezza e delle norme previste.