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La plastica in Italia e nel mondo tra consumi, smaltimento e inquinamento

La plastica è un’invenzione che si colloca intorno ai primi anni del novecento. I polimeri artificiali hanno cambiato notevolmente il modo di vivere dell’uomo, aprendo l’epoca moderna.

Ormai la maggior parte dei prodotti di uso quotidiano sono in plastica. La si può trovare davvero ovunque ed è diventata una materia preponderante, sia nella produzione di oggetti, sia nel consumo abituale di ognuno di noi.

Purtroppo smaltire questo materiale non è molto facile e, sfortunatamente, ci sono addirittura delle plastiche che non sono riciclabili causando,perciò, non pochi danni all’ambiente.

 

Una questione di inquinamento

Il nostro pianeta è sempre più inquinato e lo si evince soprattutto dai dati che vengono dagli oceani e dai mari.

L’impatto della plastica sulla vita marina

La causa maggiore di inquinamento dei mari è proprio la plastica, che impatta negativamente sull’ecosistema di pesci, tartarughe e uccelli marini. Essa causa la morte per intrappolamento e ingestione.

Spesso gli stessi pesci che hanno ingerito e assorbito le microplastiche poi finiscono sulle nostre tavole.

I dati risultano allarmanti soprattutto per l’Italia che al momento detiene il primato europeo per consumo di acqua in bottiglia. Si cerca di ridurre il consumo di plastica, adottando diverse misure come il bando sui sacchetti emesso nel 2012. Purtroppo livelli di microplastiche presenti nel Mediterraneo, sono addirittura analoghi a quelli rinvenuti nell’oceano Pacifico.

 

Uno studio sul mar Mediterraneo invaso da plastica

L’istituto di Scienze Marine del CNR di Genova, insieme all’Università Politecnico delle Marche e a Greenpeace hanno analizzato il mar Mediterraneo. Lo scopo è stato fornire una campionatura delle acque più soggette all’azione antropica.

Dalle analisi ottenute, si rilevano dei dati alquanto allarmanti. I valori delle microplastiche presenti nelle zone sottoposte all’opera dell’uomo sono di circa 3,56 frammenti per metro cubo. Anche in zone più lontane, ipoteticamente meno soggette all’inquinamento, i valori registrati risultano essere di 2,2 frammenti per metro cubo.

L’annoso problema delle microplastiche

Queste cifre fanno comprendere come le microplastiche viaggino velocemente , propagandosi in maniera aggressiva. Anche in zone lontane dai porti e dall’azione umana, si inquinano queste aree un tempo incontaminate.

Per rendere meglio l’idea dell’inquinamento presente nel mar Mediterraneo, si può immaginare di riempire una piscina olimpionica con l’acqua delle Isole Tremiti. Nonostante la lontananza da sorgenti inquinanti, se si facesse un bagno in questa piscina si nuoterebbe in mezzo a circa 5.500 pezzi di plastica.

Una situazione ecologicamente disastrosa

A inizio del 2018 vicino le coste spagnole della regione della Murcia è stato ritrovato un capodoglio morto. L’animale aveva ingerito 29 chilogrammi di plastica, che il suo corpo non è riuscito più ad espellere e ne ha causato la morte.

La situazione è estremamente grave.

 

La situazione della plastica in Italia

Il nostro Paese si trova oggi a essere il secondo al mondo per consumo di acqua in bottiglie di plastica.

I contenitori di plastica impiegano dai cento ai mille anni per essere degradati. Per questo motivo riciclare è fondamentale.
Purtroppo non è una soluzione sufficient. Pensiamo che di oltre 2,1 milioni di tonnellate di prodotti in plastica consumati in Italia nel 2015, solo 900 mila sono state differenziate. Di queste ultime, solamente 540 mila tonnellate sono state riciclate.

Solo una parte della plastica viene riciclata

Secondo il presidente dell’Associazione Nazionale Riciclatori e Rigeneratori Materie Plastiche, in Italia viene riciclato solo un quarto dei prodotti realmente consumati. Questo dato rende di fatto il sistema del riciclo insufficiente ad arginare questa emergenza.

Il tasso dei ricicli è cresciuto negli ultimi anni. La raccolta differenziata è cresciuta dal 38% del 2014 al 43% del 2017. Nonostante questo, non siamo riusciti a compensare il costante aumento del consumo di prodotti di plastica monouso.

Un impegno concreto per il nostro ambiente parte dalle aziende

Il problema dell’inquinamento nei mari italiani è davvero oneroso. Per cercare di mettere un freno al drammatico epilogo che si sta prospettando, occorre necessariamente invertire la rotta. Come afferma Serena Maso di Greenpeace, si deve partire dalle aziende produttrici, che devono eliminare i prodotti in plastica usa e getta.

 

Soluzioni possibili per un mondo senza plastica

Per ridurre il consumo e la produzione di plastica, si sta cercando di adottare diverse misure. La prima è di limitare l’uso della plastica nel processo di confezione dei prodotti a uso domestico, anche se con estrema difficoltà.

Partire da piccoli gesti quotidiani

Se si desidera davvero aiutare il pianeta e il nostro mare, si può cominciare dai piccoli gesti quotidiani.

  • Privilegiare prodotti che non abbiano imballaggi di plastica;
  • Preferire i detersivi distribuiti alla spina o le ricariche, in modo da utilizzare sempre lo stesso contenitore;
  • Comprare frutta e verdura sfusa;
  • Utilizzare delle buste di tela quando si va al supermercato;
  • Evitare di acquistare acqua in bottiglia, magari installando un purificatore di acqua nella propria abitazione.

Una soluzione per aiutare le nostre città e il nostro pianeta è possibile.
Bisogna agire fin da subito per affrontare il problema delle plastiche, riducendo il consumo.

Fonti:

https://tg24.sky.it/ambiente/2018/04/26/legambiente-italia-leader-contro-plastica-in-mare.html

https://www.lastampa.it/2018/05/03/scienza/una-montagna-di-plastica-soffoca-il-mediterraneo-594tMxQbPp3s2RkjlaxbJN/pagina.html

https://www.legambiente.it/temi/rifiuti/riduzione

https://storage.googleapis.com/planet4-italy-stateless/2018/11/de8ed6c7-de8ed6c7-sintesi_report_il_riciclo_non_basta.pdf

https://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/uniti-contro-la-plastica-mare-medsealitter-dieci-partner-internazionali-combatt

https://www.corriere.it/animali/18_aprile_10/capodoglio-trovato-morto-spagna-ucciso-30-kg-plastica-stomaco-5e54a7fa-3cc0-11e8-87b2-a646d975b0f5.shtml

https://www.repubblica.it/ambiente/2016/10/07/news/rifiuti_in_italia_2_1_milioni_di_tonnellate_di_plastica_se_ne_ricicla_solo_un_quarto-149300221/