L'isola di plastica nell'oceano Pacifico

Isola di plastica nel Pacifico, un fenomeno da arginare

L‘isola di plastica nel Pacifico è un’immensa distesa di oggetti di plastica, che si trova nel bel mezzo del nostro Oceano, e diventa ogni anno sempre più grande.

Ad oggi le stime calcolano che si aggiri tra i 700.000 km2 fino a più di 10 milioni di km2.

La sua esistenza costituisce soltanto uno dei motivi per cui è molto importante limitare l’acquisto di prodotti in plastica, riciclare ed essere consapevoli dei danni che possono essere causati dalle materie plastiche.

E’ fondamentale che ognuno di noi apporti delle sostanziali modifiche al proprio stile di vita, per ridurre l’impatto enorme che la plastica genera sul nostro ambiente.

Isola di plastica nel Pacifico: Plastic Vortex

L’isola di plastica nel Pacifico non è una scoperta recente; è dagli anni ’80 che si registra, nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico, la graduale crescita di un’enorme chiazza di spazzatura galleggiante, i cui componenti sono principalmente detriti in plastica.
”Plastic Vortex”, il ”vortice di plastica’, è un altro nome che si è soliti utilizzare per definire questo fenomeno disastroso, che sa riportando effetti negativi immensi sulle acqua, sulla fauna e la flora marina.

Non si hanno valori precisi per quanto riguarda la dimensione della distesa di plastica nel Pacifico, ma si stima che abbia raggiunto un’estensione pari a tre volte il territorio francese.
Le foto che la ritraggono sono angoscianti e rendono perfettamente l’idea del fenomeno,  tuttavia il problema è molto più che puramente estetico.

I materiali in plastica inquinano e alterano l’ecosistema marino, causando la morte di migliaia di specie ittiche ogni anno.

La plastica inoltre contiene sostanze tossiche e potenzialmente cancerogene, che rilasciate negli anni di decomposizione in mare possono intaccare la catena alimentare e trasmettersi per ingestione arrivando fino a noi.
Per degradare una bottiglia di plastica sono necessari 1000 anni, basterebbe questo per rendersi conto della gravità e dell’ampiezza del fenomeno del Plastic Vortex.

Plastic Vortex la plastica nel Pacifico

Le cause dell’isola di plastica nel Pacifico

La plastica che costituisce l’enorme isola di plastica nel Pacifico si concentra nell’area di confluenza delle correnti marine, che trasportano le materie plastiche dalle nostre coste fino alle aree più remote dell’oceano.
Le cause dell’inquinamento da plastica sono da ricercare nelle cattive abitudini dell’uomo, e dalle perdite di materiale nell’ambiente, che invece di essere smaltito come dovrebbe viene scaricato nei fiumi e nei mari, arrivando poi a raggiungere l’oceano.

La plastica si ritrova in quasi tutti gli oggetti che ci circondano, e che una volta terminato il loro uso diventano rifiuti generando danni inimmaginabili.

Ecco una lista dei più comuni oggetti in plastica:

  • contenitori per detersivi
  • sacchetti di plastica
  • bicchieri di plastica
  • stoviglie di plastica
  • bottiglie di plastica 

Si tratta soltanto di alcuni esempi, ma rendono l’idea di quanto questi oggetti plastici vengano utilizzati giornalmente e spesso giornalmente gettati via.

Per quanto riguarda le bottiglie di plastica in Italia abbiamo il triste primato europeo in produzione e utilizzo.

Questo contribuisce non poco all’accumulo di rifiuti e alla diffusione nel mare (e successivamente negli oceani) di questo dannoso materiale.

Si stima addirittura che, con la quantità di bottiglie in plastica utilizzate in Italia, si potrebbe riempire il Colosseo ben 8 volte!

Le cause dell'inquinamento dell'isola di plastica nel Pacifico

Come ridurre l’isola di plastica nel Pacifico

Come ridurre l’inquinamento che giorno dopo giorno aumenta la famigerata isola di plastica nel Pacifico?

Il primo pensiero che potrebbe venire in mente per arginare il problema è impegnarsi per fare una corretta raccolta differenziata, gettando negli appositi contenitori i rifiuti di plastica.

Se tutti realmente lo facessimo, di certo questo rallenterebbe il processo di inquinamento delle acque, che alimenta il Plastic Vortex, ma non si tratta della soluzione definitiva.

Lo smaltimento attraverso gli inceneritori inquina l’aria causando piogge acide che contribuiscono a disseminare sostanze tossiche nel terreno, inoltre le perdite di materiale durante il processo di trasporto e riciclaggio sono notevoli.

Senza contare poi che la stessa produzione di plastica aumenta i livelli di CO^2, alimentando il surriscaldamento globale.

Il rimedio migliore è quello di cambiare le nostre abitudini di vita e diminuire il più possibile l’utilizzo di oggetti in plastica nel quotidiano, evitando di acquistarli e scegliendone altri realizzati con materiali ecologici ed ecosostenibili.

Come ridurre l'inquinamento da bottiglie di plastica

Perchè parlare dell’isola di plastica nel Pacifico

Ogni 5 giugno viene celebrata una giornata importante, che pone l’attenzione su problemi come quello dell’isola di plastica nel Pacifico.

Si tratta della Giornata mondiale dell’ambiente in cui si invita la popolazione a riflettere sulle problematiche legate alla nostra Terra e alle possibili soluzioni.
Ogni anno si svolge in un Paese diverso e viene trattato un tema specifico: nel 2018 è stata la volta dell’India.

L’evento ha voluto incentrare l’attenzione sulla lotta all’inquinamento da plastica, analizzando il fenomeno, individuando le cause e valutando le possibili soluzioni per la riduzione del consumo di materie plastiche.
Ogni anno vengono riversati nel mare circa 8 milioni di tonnellate di plastica, che provocano l’inquinamento degli oceani, alimentano disastri ambientali come il Plastic Vortex e distruggono interi ecosistemi marini.

L’acqua è fonte di vita, non sprechiamola e non roviniamola per sola ”comodità”

Semplicemente ”pulendo” l’isola di plastica nel Pacifico non risolveremo il problema: dobbiamo invertire la rotta e iniziare a pensare a soluzioni efficaci e più sostenibili….iniziamo ora!

Fonti:
“https://www.repubblica.it/ambiente/2018/03/22/news/l_isola_di_plastica_del_pacifico_e_sempre_piu_enorme-191962940/”
“https://www.informazioneambiente.it/giornata-mondiale-dell-ambiente/”