Thilafushi, l’isola dei rifiuti che si trova alle Maldive

Le Maldive sono sinonimo di acque cristalline e spiagge da sogno, ma nascondono un volto inaspettato. A pochi chilometri dalla capitale Malé è nato un atollo unico, si chiama Thilafushi ed è un’isola artificiale ricca di plastica che, galleggiando nelle acque, deturpa il paesaggio paradisiaco dell’Oceano Indiano. Costruita negli anni ‘90 per far fronte alla crescente quantità di rifiuti urbani, Thilafushi è diventata una discarica galleggiante che minaccia l’ecosistema dell’intero arcipelago.

Dove si trova Thilafushi e perché esiste

L’isola dei rifiuti Thilafushi si trova tra Giraavaru e Gulhi Falhu, a ovest di Malé (la capitale dello stato insulare tra i più affascinanti del mondo). Si tratta di un progetto voluto dal governo maldiviano per contenere l’emergenza rifiuti della capitale.

Per realizzarla, è stata bonificata la laguna di Thilafalhu, dove è nata l’isola artificiale che oggi prende il nome di Thilafushi. Inizialmente lunga sette chilometri, su questa lingua, da trent’anni, vengono scaricati quotidianamente chili e chili di inquinanti in plastica e altri oggetti, smaltiti all’interno di fosse scavate nella sabbia.

Oggi l’isola riceve in media oltre 330 tonnellate di rifiuti al giorno, di cui una parte significativa proviene dall’industria turistica. È stato stimato che ogni turista produca circa 3,5 kg di rifiuti al giorno, più del doppio rispetto a un residente locale.

L’allarme inquinamento nelle acque delle Maldive

I detriti in plastica, le batterie e l’amianto sono tra i principali materiali presenti a Thilafushi e, rilasciando microplastiche e metalli pesanti, rischiano di inquinare le acque delle Maldive. Un recente studio condotto sull’atollo di Naifaru ha rilevato una presenza di microplastiche compresa tra 300 e 1015 particelle per kg di sabbia, segnalando una contaminazione diffusa anche nelle zone turistiche.

In più, da qualche anno, ci sono tonnellate di inquinanti che galleggiano nella laguna dell’isola, scaricati abusivamente dalle barche che li trasportano. I rifiuti non solo inquinano le acque e i fondali, ma danneggiano anche la barriera corallina, compromettendo la biodiversità locale.

Thilafushi

Turismo sostenibile alle Maldive

Per correre ai ripari, il governo delle Maldive, tuttavia, sta promuovendo un concetto di turismo sostenibile, applicato nei numerosi resort e villaggi che costellano le piccole isole dell’Oceano Indiano. A oggi sono in piedi numerose iniziative di formazione per sensibilizzare la popolazione locale e il personale dei villaggi di lusso verso buone pratiche quotidiane, che possano accompagnare la nuova ondata di turismo sostenibile.

Alcune delle iniziative adottate dal settore turistico e dal governo per ridurre l’impatto ambientale del turismo sono:

  • Raccolta differenziata
  • Riduzione dei prodotti monouso
  • Creazione di programmi di riforestazione marina
  • Tutela dei fondali corallini
  • Pesca sostenibile
  • Utilizzo di bottiglie riutilizzabili
  • Divieto di creme solari dannose per gli oceani

Obiettivo zero plastica, contro l’isola dei rifiuti

Poco prima dello scoppio della pandemia, il presidente delle Maldive Ibrahim Mohamed Solih, ha annunciato di voler ritirare progressivamente dal commercio gli oggetti monouso in plastica. A oggi, è stato bandito l’uso di 13 prodotti in plastica monouso, tra cui sacchetti, cannucce, posate e bottigliette inferiori a 500 ml.
L’obiettivo iniziale era di arrivare al 2023 con zero plastica utilizzata. Il traguardo non è ancora stato raggiunto ma i divieti sono in corso di implementazione. Dal primo dicembre 2025 non sarà più possibile l’importazione delle bottiglie in PET da un litro, mentre la vendita sarà vietata da marzo 2026.

La Zero Plastic Run delle Maldive per un turismo sostenibile

Tra le iniziative che hanno avuto più risonanza a tema salvaguardia dell’ambiente e turismo sostenibile, c’è sicuramente la Zero Plastic Run del 2019. Una corsa di 5 km nell’isola bonificata di Hulhumalé organizzata a febbraio, che ha raccolto fondi da destinare a ONG impegnate nella lotta contro la plastica. Eventi simili sono stati ripetuti negli anni successivi, coinvolgendo turisti e comunità locali per promuovere l’adozione di pratiche a basso impatto ambientale.
Isola di rifiuti Maldive