L'inquinamento del Mare Mediterraneo

L’inquinamento del Mare Mediterraneo: un conto alla rovescia che parte da oggi

Secondo il WWF, ogni anno finiscono tra le acque del Mar Mediterraneo 570 mila tonnellate di plastica, come se ogni minuto gettassimo al suo interno 33800 bottigliette di plastica.
Le cause dell’inquinamento sono molteplici, ma non cambiano il fatto che l’inquinamento del Mar Mediterraneo è un problema reale, troppo spesso sottovalutato. Se non verrà risolto in fretta, porterà a conseguenze potenzialmente disastrose.

Inquinamento del Mar Mediterraneo: sai davvero cosa lo causa?

L’inquinamento del Mar Mediterraneo è un gravissimo problema che affligge i nostri giorni, così come quello di altri mari nostri, come il Mar Tirreno.

Ma siamo sicuri di essere davvero consapevoli della gravità del problema?
Innanzitutto, è fondamentale dividere la tipologia di plastica che finisce all’interno del Mare Nostrum.

I detriti di plastica si dividono in:

  • Macroplastiche;
  • Microplastiche.

La macroplastica è l’insieme di tutti gli oggetti piuttosto grossi che vengono ritrovati tra le acque marine. Sono macroplastiche le bottigliette di plastica, gli imballaggi in plastica ecc.
Le microplastiche, invece, sono più subdole perché invisibili ad occhio nudo.

Il diametro delle particelle di microplastica è solitamente al di sotto dei 5 millimetri, e possono essere composte da vari materiali: polietilene, polipropilene, vernici… davvero per tutti i gusti.

Cause inquinamento Mare Mediterraneo

Microplastiche come alimentazione: i suoi danni al nostro organismo.

In effetti proprio di gusti si parla, dato che ormai la plastica è diventata una delle sostanze giornalmente ingerite dalla fauna che il Mar Mediterraneo ospita.

Le microplastiche fanno ormai parte dell’alimentazione di tartarughe, mammiferi marini e pesci, i quali finiscono poi inevitabilmente sulle nostre tavole. Chi è che stiamo avvelenando alla fine dei conti?
La rivista Focus afferma che il Mar Mediterraneo “ha soltanto l’1% delle acque mondiali, ma contiene il 7% della microplastica marina: circa 247 miliardi di brandelli.”
Secondo il nuovo studio dell’Ismar Cnr – pubblicato su Scientific Reports – il mar Mediterraneo è “una zuppa di plastica”.

Secondo le loro ricerche:

  • Nel 1999 sono stati stimati circa 335000 frammenti di plastica per chilometro quadrato all’interno del vortice subtropicale dell’Oceano Pacifico settentrionale.
  • All’interno del Mar Mediterraneo ne sono stati stimati circa 1.25 milioni, 4 volte tanto.

Il problema dell’inquinamento del mare è divenuto sempre più serio con il passare del tempo, e adesso è giunto davvero il momento di fare qualcosa di utile.

Soprattutto a causa del comportamento assunto dalla nostra nazione rispetto a questo problema.

 

Microplastiche nell'acqua

L’Italia e l’inquinamento del Mar Mediterraneo: non stiamo facendo il nostro dovere

Come sta reagendo l’Italia davanti a questa grave calamità che sempre più si sta abbattendo sulle nostre vite e su quelle di numerose specie marine?
L’Italia è il primo paese in Europa e il secondo al mondo per il consumo di acqua in bottiglia.

Il Bel Paese getta in mare 12600 tonnellate di plastica ogni anno, un triste risultato che non fa altro che peggiorare le condizione del nostro mare.
L’inquinamento del mare causa numerosi problemi anche su un versante economico tanto caro al nostro Paese: il turismo.
Le correnti del nostro mare – un mare chiuso – riportano inevitabilmente tutto ciò che viene gettato al suo interno al mittente: tantissimi rifiuti in plastica vengono spesso ritrovati sulle nostre coste, causando gravi danni al settore turistico e all’immagine stessa dell’Italia.

I danni alla flora e alla fauna: le specie a rischio

Secondo il WWF, entro il 2050 il Mar Mediterraneo sarà occupato da una quantità di plastica maggiore rispetto alla quantità di pesci.

Altissima la quantità di plastica che infesta il nostro mare, che inquina le nostre acque, che soffoca tutte le specie marine che lo abitano.

Numerosissime le specie animali che rischiano la morte, tantissimi gli animali che giornalmente vengono uccisi dall’ingerimento di plastica scambiata per cibo, tra i quali particolarmente a rischio le tartarughe marine.
Il WWF e altre associazioni devote alla difesa delle specie animali e dell’ambiente lottano ogni giorno per salvare il maggior numero di vite animali possibili, ma tutto questo non è sufficiente: è necessario un concreto cambio di rotta da parte nostra e dei nostri governi.

Mare Mediterraneo inquinato cosa fare

 

Cosa possiamo fare? L’inquinamento del Mar Mediterraneo può essere fermato!

Per quanto questo quadro d’insieme possa essere triste e desolato, una soluzione è possibile: come possiamo ridurre l’inquinamento?
Vi sono due operazioni semplicissime, che ogni cittadino può eseguire:

  • Riciclare la plastica
  • Trovare soluzioni alternative e sostenibili all’utilizzo della plastica

Riciclare ogni rifiuto possibile è ormai un dovere, partendo proprio dalla plastica.
Riutilizzare vecchi oggetti o imballaggi ormai inutili – come le bottigliette di plastica – è davvero un’azione che può portare a un grande cambiamento, dato che permetterà alla plastica di tornare utile e di avere una seconda vita, senza essere quindi gettata in mare.

É importante abituarsi a riciclare fin da piccoli, così da assicurare un futuro più roseo al nostro mare.
Istallare un purificatore domestico all’interno delle nostre abitazioni, così da avere acqua purissima per bere e cucinare direttamente dal nostro rubinetto. Una scelta che, se fatta da molti cittadini e da molti comuni, potrà incentivare il nostro paese a ridurre la quantità di plastica prodotta, forse per sempre.
Ognuno di noi può fare la sua parte per salvaguardare il nostro mare e il nostro territorio, comincia ora!

Fonti:

https://www.nature.com/articles/srep37551