Giornata mondiale dell ambiente

Giornata mondiale dell’ambiente e la sua importanza

Secondo Josè Ortega y Gasset, filosofo e saggista spagnolo, l’uomo rappresenta la somma tra se stesso e l’ambiente che lo circonda; non preservare quest’ultimo significa, per il madrileno, non garantire il benessere dell’essere umano.

Questo pensiero raffinato ha trovato largo consenso sia tra gli addetti ai lavori sia tra la gente comune.

Tali sentimenti sono stati subito colti dall’United Nations General Assembly (UNGA), organo istituzionale dell’United Nations (UN), che ha deciso di istituire la Giornata Mondiale dell’Ambiente.

La Giornata Mondiale dell’Ambiente che cos’è e quando si celebra

Tra il 5 e il 16 giugno del 1972, si tenne, a Stoccolma, la prima Conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente che si concluse con la Dichiarazione di Stoccolma, un documento che definiva i 26 principi sui diritti e le responsabilità dell’uomo in relazione all’ambiente.

A distanza di pochi mesi da quell’assemblea generale, si decise di fissare al 5 giugno di ogni anno la celebrazione.

A partire dal 1974, l’UNGA ha stabilito che la ricorrenza sulla salvaguardia ambientale uscisse dagli stretti ranghi dell’ONU per accogliere un pubblico più vasto.
Da quel momento, la Giornata Mondiale dell’Ambiente è ospitata da una nazione diversa anno dopo anno.

L’obiettivo di questa giornata  è di lanciare iniziative volte a sensibilizzare l’importanza dell’ecosistema.
La parabola di questo evento è stata tutta in salita sino a diventare una piattaforma globale che coinvolge 143 paesi, ONG, enti e celebrità da tutto il mondo.

Giornata mondiale ambiente quando si celebra

 

Il rispetto dell’ambiente, incentivato dalla Giornata Mondiale Dell’Ambiente

Bastano poche immagini per invocare l’adesione massiccia alle iniziative promosse da questa giornata ambientale.

Una delle più drammatiche riguarda la balena pilota deceduta sulla costa meridionale della Thailandia dopo aver ingerito 80 buste di plastica.

In seguito a emergenze simili, il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) ha reso noto un report dettagliato che permette di monitorare lo stato dell’ambiente.

Da esso si evince che:

  • ogni anno 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani
  • oggi si produce un volume di imballaggi di plastica pari a 20 volte quello prodotto negli anni Sessanta
  • se non si frenerà questo trend, entro il 2050 la massa di plastica galleggiante negli oceani sarà superiore al peso dell’intera fauna marina

A richiamare la popolazione mondiale al rispetto dell’ambiente è anche l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) che, con il progetto Indicit, ha evidenziato i terribili impatti dei rifiuti plastici sul biota marino.

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L’importanza del tema ambientale nella Giornata Mondiale dell’Ambiente

Sin dalla sua istituzione, la Giornata dell’ambiente ha sempre avuto un tema che ne caratterizzava lo svolgimento.
Inizialmente, il motivo portante di queste ricorrenze faceva leva sul concetto di “una sola Terra, un solo futuro” per evidenziare come fosse necessario curare e salvaguardare il pianeta per garantire il suo stato di salute e quello dell’uomo.

Altro tema che ha dominato a lungo questa dimostrazione pubblica  è stato quello dell’acqua nelle sue declinazioni di risorsa vitale e indicatore di salute del globo.

Non sono passate inosservate le problematiche che legano lo sviluppo industriale alla distruzione territoriale e ai cambiamenti climatici, nonché alla desertificazione.

Fin dall’istituzione della Giornata dell’Ambiente, quasi fosse un fiume carsico che risale spesso la superficie, è stato l’inquinamento da plastica a dominare gli appuntamenti annuali.

Nel 2018, lo slogan più rilanciato su twitter e in rete è stato #beatplasticpollution, un’etichetta che ha richiamato l’attenzione di VIP e gente comune su un tema ambientale che riguarda tutti: quello dell’uso e abuso dei materiali plastici.

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Giornata mondiale dell’ambiente e la lotta all’inquinamento da plastica

Secondo i dati pubblicati dall’ecologo Giuseppe Bonanno e dalla biologa Martina Orlando Bonaca, pubblicati sulla rivista Environmental Science and Policy, la plastica ha ormai raggiunto tutti gli habitat marini del mondo.

Non solo le grandi isole di plastica nel Pacifico, di cui oggi conosciamo la Great Pacific Garbage Patch e la North Atlantic Garbage Patch, ma anche le isole oceaniche delle Hawaii e delle Galapagos, territori che, solo fino a qualche anno fa, erano considerati incontaminati.

Questo accumulo di sostanze inquinanti ha due spiegazioni fondamentali:

  • il lungo periodo di smaltimento: una volta immessa nell’ambiente, la plastica impiega 400 anni prima di decomporsi
  • la generazione dei rifiuti plastici: l’80% delle tonnellate complessive che ogni anno finiscono in mare proviene dai continenti mentre la parte restante, altrettanto massiccia, è generata da mezzi di trasporto o strutture presenti in mare

I progetti per gestire l’impatto ambientale della plastica sono tanti, dal Remote Sensing for Marine Litter, che permette di tracciare il percorso delle plastiche e programmare interventi di pulizia mirati, al Seabin Project, che consente di depurare i mari dalla plastica galleggiante.

Oltre a questi progetti, la Giornata mondiale dell’ambiente avanza iniziative su come ridurre l’inquinamento.

Tra quelli sempre validi vi è il divieto di usare plastica monouso e accordare più preferenza a materiali vetrosi, soprattutto quando si tratta delle bottiglie d’acqua.

La celebrazione annuale del 5 giugno coinvolge tutti quanti noi, nella speranza che grazie alla Giornata dell’ambiente aumenti sempre più l’attenzione sul tema dell’inquinamento del nostro ambiente.

 

Fonti:

worldenvironmentday.global

www.repubblica.it

www.unenvironment.org

www.isprambiente.gov.it

www.focus.it

www.repubblica.it

www.bollettino.unict.it