bottiglie in plastica potrebbero fare male

Acqua nelle bottiglie di plastica, fa male?

Quanto fa bene bere l’acqua in bottiglia è una domanda attuale e che in molti si pongono.

L’Italia è il paese europeo che acquista più acqua minerale in assoluto.

A dirlo è il Censis che comunica il consumo di un volume d’acqua pari a 12 miliardi di litri (192 a testa).

Dunque, un italiano su due beve soltanto acqua confezionata.

Questi dati non possono che lasciare un che di amaro in bocca, soprattutto visti i numerosi studi che confermano un dato ormai certo: l’acqua nelle bottiglie di plastica fa male.

Perché l’acqua nelle bottiglie di plastica fa male

La plastica rilascia, seppur in basse quantità, dosi di sostanze nocive.

Tale processo, noto come “cessione” o “migrazione”, è stato studiato da un’equipe californiana nell’Experimental Comparison of chemical Migration che ha rintracciato 29 sostanze in grado di migrare dalla plastica della bottiglia nell’acqua che essa contiene.

Tra queste, quelle che meritano un approfondito riesame delle abitudini degli italiani, sono:

  • Aldeidi (acetaldeide e formaldeide);
  • Monomeri (acido tereftalico e dimetil tereftalato);
  • Oligomeri (dimeri e pentameri);
  • Chetoni;
  • Antimonio;
  • Ftalati;
  • Alchil fenoli.

Il dossier dello studio americano ha dimostrato che la concentrazione di sostanze cancerogene nell’acqua aumenta di 9 volte se il liquido passa da 20 a 30° e di quasi 4 volte se l’acqua rimane in bottiglia per tre mesi.

Le normative europee fissano a 60 mg/l il limite delle sostanze tossiche che dalla plastica possono migrare nell’acqua.

Il test utilizzato dall’UE per misurare la quantità di sostanze cedute dalla plastica all’acqua si basa sul principio dell’evaporazione e restituisce 16 mg di elementi nocivi per litro. Un limite, quindi, molto al di sotto di quello stabilito per legge.

Tuttavia, Silvano Monarca, docente dell’Università di Perugia, mette in discussione il principio che sottende ai test europei e propone, al suo posto, quello della liofilizzazione.

Tale sostituzione permette di rilevare la presenza di 121 mg di sostanze cancerogene per litro d’acqua.

Questo limite ben al disopra di quello consentito per legge dimostra che l’acqua nelle bottiglie di plastica fa male.

le bottiglie in plastica fanno male

Quando l’acqua nelle bottiglie di plastica fa male

La filiera italiana del polietilene tereftalato (PET) produce un totale di 460 mila tonnellate annue di bottiglie e il trasporto dalle fabbriche ai punti di distribuzione avviene su gomma.
Quando vengono collocate sui camion, i cui vani di carico raggiungono anche una temperatura di 50° C., le bottiglie subiscono una variazione termica significativa.
In tal modo, anche stando a quanto riportato dal report californiano, le proprietà organolettiche del contenitore di plastica potrebbero risultare gravemente compromesse.

Un’altra circostanza che va a intaccare le proprietà fisiche e chimiche del PET vede protagonista la data di scadenza dell’acqua, a proposito della quale occorre fare chiarezza.

Sono in molti a chiedersi se l’acqua scaduta fa male

Il dubbio nasce dal fatto che tutte le bottiglie di plastica riportano una data di scadenza di tre anni (computati dalla data d’imbottigliamento).

È bene sottolineare che questa data non si riferisce al contenuto ma al contenitore, il quale, una volta trascorso il termine minimo di conservazione, inizia a degradare.

Tuttavia, come abbiamo avuto modo di vedere, il termine di tre anni è ininfluente sulla salubrità dell’acqua perché bastano tre mesi di stoccaggio per far sì che pericolosi composti chimici migrino nell’acqua che quotidianamente versiamo nei nostri bicchieri.

L’acqua nelle bottiglie di plastica fa male anche a causa di alcuni comportamenti degli acquirenti, che spesso lasciano le confezioni di acqua in auto ed esposte al sole,una pratica, questa, vivamente sconsigliata dagli esperti.

acqua scaduta nelle bottiglie d'acqua

Acqua in bottiglie di vetro

Il polietilene tereftalato è una materia plastica resistente e impermeabile ai gas.

Si presenta come sostanza granulosa bianca che viene sottoposta a una doppia fusione per far sì che assuma quelle caratteristiche di lavorazione idonee per far nascere le bottiglie di plastica.

Proprio la manipolazione ad alte temperature in forni che raggiungono i 100° C può causare il rilascio di acetaldeide e formaldeide, composti volatili e genotossici.

Le bottiglie di vetro, invece non presentano questo problema. Il vetro, infatti,  è un materiale d’imballaggio di alta qualità che è in grado di conservare le proprietà organolettiche dell’acqua.

Inoltre, quando le bottiglie non vengono più utilizzate, possono essere riciclate e riportate nel ciclo di produzione.

Bere l’acqua in bottiglie di vetro risulta, da un punto di vista fisico-chimico, assolutamente più sicura e salutare.

acqua in bottiglia puo andare a male

 

Acqua nelle bottiglie di plastica, quali alternative?

L’80% di tutte le acque di rubinetto sono di acque profonde, quindi pure.

Hanno più calcio e magnesio delle acque minerali e quindi prevengono la calcolosi renale da ossalati di calcio.
Inoltre, un DL obbliga sia l’ente erogatore sia l’ASL e l’ARPA di riferimento a fare controlli giornalieri.

Lo stesso non vale per le acque confezionate, i cui controlli possono essere eseguiti anche a distanza di mesi.

L’acqua nelle bottiglie di plastica fa male anche all’ambiente visto che solo 1/3 del PET prodotto annualmente viene inserito in una catena di recupero e riciclaggio.

Per evitare l’impatto ambientale e salvaguardare lo stato di salute, occorre ridurre l’iperconsumo di acqua imbottigliata e aumentare il consumo di acqua di rubinetto, utilizzando bottiglie di vetro.

l'acqua nelle bottiglie può andare a male

Fonti :

www.censis.it

www.legambiente.it

www.salute.gov.it

www.youtube.com